Ci sono le botteghe artigiane di un tempo, quelle che in tutto l’Oltrarno sono quasi sparite ma che regalano ai turisti un tuffo nella storia di Firenze e ai fiorentini permettono di tenere stretto il legame con il proprio passato. Ma ci sono anche i nuovi locali, moderni e contemporanei, europei, minimalisti. Secondo Lonely Planet, la celebre guida turistica, a Firenze c’è uno dei quartieri più “cool” del mondo. Di tendenza, alla moda, amati dai giovani e da visitare assolutamente: San Frediano, e in particolare la strada di Borgo San Frediano è stato infatti incoronato sia per le sue botteghe che per lo “spirito hipster” che si respira tra le strette vie e i piccoli marciapiedi dell’Oltrarno fiorentino.  La lista della Lonely non è una vera e propria classifica con tanto di numeri e posizioni, ma Borgo San Frediano è segnalato, graficamente come primo degli spazi urbani di tendenza e da visitare assolutamente. “Il quartiere di San Frediano sta ridando una nuova vita all’Oltrarno – scrive Georgette Juper, scrittrice americana che vive a Firenze da 10 anni  – conosciuta più per le sue botteghe artigiane che per il suo spirito hipster. Con le sue strette stradine e piccoli marciapiedi, tutto si racchiude tra una delle antiche porte della città e Borgo San Frediano”.

Lo storico quartiere fiorentino ha così superato la zona di Seongsu-dong a Seoul e Lisbona, con The Triangle ma anche Dubai e il Sunset Park di New York posizionato al settimo posto. Insomma, se nel giudicare le città nel loro complesso i dubbi sono pochi, con Londra, New York o Rio de Janeiro che restano nei cuori dei turisti altra cosa – dice Loonely Planet – è scoprire le tendenze che tengono vivi zone e quartieri delle città. Così ad affascinare, a San Frediano, è stato proprio il “suo fascino di hipster” e i suoi locali dove i fiorentini “si affollano per provare le pozioni sognate dagli alchimisti di culto”. La guida cita ad esempio il Mad Souls & Spirits, che definisce “il miglior cocktail bar in città” ma anche il Gesto, dove “gli interni d’epoca recuperati e riutilizzati si fondono con i piatti in stilae tapas” oppure Kawaii, il primo “sake bar” in Italia, spiega la guida.

Un riconoscimento inaspettato? Forse. I gestori dei locali non ne sono poi tanto stupiti: qui in poco tempo è mutato il volto di un quartiere storico, simbolo ed emblema della fiorentinità che ha visto nascere, intorno alle botteghe, ristoranti tipicamente europei alla volta di Berlino o Londra. E gli abitanti, invece, cosa ne pensano: “I residenti sono sempre di meno – dice il titolare di una gastronomia della strada – le botteghe stanno chiudendo e stanno aprendo tanti ristoranti. Il quartiere è cool, ma è sempre meno frequentato dai fiorentini”: Non tutti però sono d’accordo, come i gestori del Dolce Emporio: “Il quartiere cambia perché cambia il mondo – dicono – ma San Frediano è l’ultimo baluardo della fiorentinità

perché solo qui ci si saluta ancora per strada e si accolgono i clienti con il sorriso”. Passeggiare tra le strade del quartiere d’altronde è un tour nella storia di Firenze. In via del Campuccio c’è la bottega del cuoio: “Essere cool a noi botteghe non serve perché rimpolpa solo i locali della sera  – dice Walter – ma almeno ha acceso la luce sul quartiere dopo anni in cui siamo stati lasciati soli”.